Hadouken!
Le grandi serie non hanno mai fine, anche quando il regista, lo sceneggiatore, il disegnatore si stufano di lavorarci e vogliono andare avanti, fare cose nuove, i fan le tengono in vita nel ricordo, nelle loro piccole produzioni artistiche, citandole in svariati modi. Diventano cultura popolare. Background comune.Hadouken potrebbe essere una parola priva di significato per voi, ma potrei renderne trasparente il contenuto semplicemente mostrando un fotogramma. Aprite il link, per favore. Sentitevi in bocca per un attimo l’infanzia o l’adolescenza, i pollici arrossati e i palmi indolenziti.
Ed esattamente come le altre saghe (saghe che sono patrimonio dei videogiochi, ma anche del cinema, della letteratura, dei fumetti) anche questa si tramanda di generazione in generazione, cambiando forse nell’aspetto ma mai nello spirito. Non ci troviamo davanti a una di quelle robette moderne senza spirito, assemblate con perizia ma senza troppo amore per partecipare alla grande corsa all’oro che i videogiochi stanno diventando; questa è storia. Potrebbe sicuramente sembrarvi banale ma c’è un intero microcosmo dentro alla serie di Street Fighter, amicizia e amore, orgoglio e spinta evolutiva. La tensione al combattimento è certo l’aspetto che per primo salta agli occhi ma non c’è cattiveria né ambizione nei lottatori che scendono nell’arena, come in quasi in tutti i manga giapponesi (e la azienda produttrice, capcom, è giapponese) i personaggi si confrontano con se stessi più che con gli altri, incrociano i pugni con i loro limiti e con le lore paure. Comunque, ancora una volta, come le fenici, Street Fighter sta ritornando, niente più alpha, niente più Ex, niente più TURBO. Torniamo di nuovo dentro alla saga, riprendendo il filo dove lo avevamo lasciato dopo Street Fighter II e andando a incastrarci prima degli eventi che caratterizzano Street Fighter III, forse a vivere gli eventi che trasformarono Ryu e Ken e gli altri nei personaggi adulti che vedemmo nel terzo episodio. Grafica in tre dimensioni renderizzata con la tecnica del cell shading; gameplay, grazie dio, strettamente in due dimensioni. Ogni volta che un nuovo episodio si presenta sugli schermi, tutti gridano al miracolo dichiarando la nuova versione il miglior picchiaduro di sempre. Quelli della Capcom potrebbero farcela di nuovo.Personalmente non vedo l’ora di sentire i pollici bruciare all’ennesimo Shoryuken.E adesso tutti a lustrarvi gli occhi con il trailer.
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